Comunicati

Venticinque milioni di confezioni di farmaci potenzialmente pericolosi sequestrati, per 51 milioni di dollari, e 400 arresti nel mondo: sono i numeri dell'operazione Pangea X, la più vasta contro la vendita illecita di medicinali online condotta da Interpol, a cui ha contribuito Europol. Tra le sostanze sequestrate figurano integratori alimentari, prodotti nutrizionali ma anche trattamenti per l'epilessia. L'operazione è stata condotta in 123 paesi e, oltre agli arresti, ha portato alla chiusura di 3.584 siti web. Sospesi, inoltre, più di tremila annunci pubblicitari online.

La contraffazione farmaceutica (e alimentare) – denunciano @Società Italiana di Farmacologia (SIF) e @Società Italiana di Tossicologia (SITOX) – è un fenomeno in evoluzione e accrescimento. Un allarme sempre più forte necessita di una proposta forte a tutti i livelli. Esattamente da queste premesse, già nei mesi scorsi, è stato preso un impegno tra le Società, i principali operatori della sanità nazionali e forze dell'ordine: un patto utile allo scambio di informazioni e sottoscritto da SIF; SITOX; Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA); Federfarma; Farmindustria; Centro Nazionale di Informazione Tossicologica; Centro Antiveleni di Pavia; IRCCS Fondazione Maugeri (Pavia); Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Milano; Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna "Bruno Ubertini" (Brescia); UOC Epidemiologia, Promozione della Salute e Comunicazione del Rischio, Azienda AUSL di Bologna; Nuclei Antisofisticazione e Sanità (NAS).

L'Operazione Pangea a cura di Interpol, leggi l'articolo
Il lancio dell'agenzia di stampa ANSA

Venerdì, 08 Settembre 2017 16:49

Nuovo slancio per la ricerca di base?

l sistema della ricerca in Italia negli ultimi anni è stato confinato in una difficile e complessa situazione a causa della sistematica e progressiva riduzione delle risorse finanziarie a sostegno della ricerca, soprattutto quella di base.
Colpisce dunque in modo favorevole la recente dichiarazione della Ministra dell'Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli rilasciata al Forum Ambrosetti di Cernobbio: 400 milioni di euro - di cui 250 attinti dalle disponibilità liquide dell'Istituto italiano di Tecnologia di Genova – saranno dedicati al finanziamento dei PRIN, Progetti di ricerca di interesse nazionale.

Dopo l'annuncio della Ministra dell'Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli del 4 giugno scorso sullo sblocco dei fondi attivato per "liberare risorse significative per la ricerca di base e per quella industriale, l'ANVUR ha pubblicato l'avviso pubblico finalizzato FFABR a dare esecuzione alla procedura di finanziamento delle "attività base di ricerca" a favore dei ricercatori e professori di seconda fascia delle università statali.

Come si legge dall'avviso "l'importo individuale del finanziamento è pari a 3 mila euro, per un totale di 15.000 finanziamenti individuali da assegnarsi in modo da soddisfare il 75% delle domande dei ricercatori e il 25% delle domande dei professori di seconda fascia". E, paradossalmente, dalla partecipazione vengono esclusi i migliori ricercatori, cioè coloro che già godono di finanziamenti pubblici, nazionali, europei o internazionali (in particolare ERC e PRIN).

Da molti anni stiamo assistendo ad una continua ed inesorabile riduzione dei finanziamenti che il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) dedica alla ricerca fondamentale, soprattutto in settori ad alto potenziale come quello delle Scienze della Vita. Si sta perdendo così la possibilità di costruire un'economia competitiva e causando un indebolimento nella crescita del sistema ricerca del nostro Paese.

Nelle ultime settimane, tuttavia, alcuni importanti segnali positivi sembrerebbero aprire uno spiraglio su questo scenario di generale criticità: l'accordo MIUR- Istituto italiano di tecnologia (IIT), in base al quale 250 milioni del cosiddetto "tesoretto" (450 milioni di euro) non speso negli anni dall'IIT saranno destinati, previo parere favorevole degli organi deliberativi dello stesso IIT, a "promuovere progetti di ricerca di interesse nazionale per lo sviluppo del sistema economico del Paese, nonché azioni destinate all'ingresso dei giovani nel mondo della ricerca" (comunicato stampa MIUR del 26 maggio 2017).

Il servizio on line di Repubblica diffuso il 9 maggio u.s. dal titolo "I rischi del kit per ogm fai-da-te: così abbiamo reso dei batteri immuni agli antibiotici" a cura di Elena Dusi e Francesco Giovannetti, sembrerebbe lasciare pochi dubbi: "...Crispr, un'innovativa ed efficace tecnica di ingegneria genetica. Ormai alla portata di tutti, esperti e non. E proprio per questo da maneggiare con cautela".
È davvero così facile generare un ceppo di batteri resistenti ad un antibiotico partendo da un kit comprato su Internet? La tecnologia CRISPR/Cas9 utilizzata nel video ed il kit commercializzato su Internet sono pericolosi?

Quando attori non qualificati e opinion leaders a vario titolo - la stampa stessa - si sostituiscono alla scienza e agli scienziati nel rivolgersi al cittadino su temi di sanità pubblica, il risultato è quello di creare il caos informativo - ad esempio sulla presunta nocività o, peggio ancora, sulla presunta inutilità dei vaccini - producendo una deriva pericolosa che compromette la sanità ed il benessere della popolazione.

La risposta del Governo ha saputo correttamente interpretare i molteplici segnali che la scienza ha dato a dimostrazione della validità delle vaccinazioni e dell'altrettanto pericolosità della loro evasione.

Martedì, 02 Maggio 2017 11:00

Radiato il primo medico anti-vaccini

Tutti sanno che in Italia esistono gruppi, piccoli e grandi, che sostengono che i vaccini sono pericolosi, mentre le malattie contro le quali i vaccini sono diretti sarebbero "utili per rafforzare il sistema immunitario".

Queste teorie "no-vax" sono pura invenzione, e il risultato di queste bufale anti-scientifiche è il risorgere di malattie che da tempo erano sotto controllo, come il morbillo.

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