Martedì, 02 Maggio 2017 15:33

Migranti da sempre - L’evoluzione del fenomeno migratorio umano tra biologia e cultura

Conferenza di Telmo Pievani a Roma, venerdì 12 maggio 2017, ore 15, Palazzo Corsini, Via della Lungara 10

Le evidenze scientifiche più recenti stanno cambiando il nostro modo di interpretare l'evoluzione umana. Le popolazioni del genere Homo sono mobili ed espansive da due milioni di anni.
Ripetutamente, in più ondate, sono partite dall'Africa orientale e si sono diffuse in tutta l'Eurasia.
La mobilità è stata la nostra strategia adattativa per far fronte ai cambiamenti climatici e a sua volta ha cambiato il nostro modo di relazionarci con l'ambiente e forse anche il nostro modo di pensare.
L'ultima popolazione a uscire dall'Africa siamo stati noi, Homo sapiens, e di nuovo a più riprese, come se fosse una coazione a ripetere. Espandendoci in Eurasia, e poi in Australia e nelle Americhe, siamo diventati planetari, ma non eravamo soli. Altri umani abitavano il mondo, discendenti dalle espansioni precedenti (recentissime evidenze dalla Cina lo confermano).
Li abbiamo incontrati e abbiamo interagito con loro. Fino a cinquanta millenni fa (un battito di ciglia del tempo evolutivo) la Terra era abitata da almeno quattro specie umane, una storia plurale che nessuno aveva immaginato fino a qualche anno fa. Poi però siamo rimasti soli, presumibilmente in concomitanza di un'ultima, cruciale espansione di Homo sapiens fuori dall'Africa, cominciata circa 60mila anni fa.
Non è escluso che le ondate migratorie della nostra specie siano state così numerose da poter essere intese come un fenomeno continuo. Qualcosa però, nell'equilibrio demografico con le altre specie umane, si ruppe dopo la soglia dei 60-50mila anni fa. Che cosa è successo? Perché troviamo indizi di intelligenza simbolica prima in Sudafrica (già 75mila anni fa), poi in Indonesia e quindi in Europa?
L'evoluzione del fenomeno migratorio umano e gli eventi che ci hanno portato a essere gli unici umani sopravvissuti sulla Terra scardinano alla base la presunta contrapposizione tra natura e cultura. La cultura è un fattore di cambiamento indispensabile per comprendere la stessa biologia umana e viene oggi integrata nei modelli evoluzionistici più aggiornati.
La prospettiva evoluzionistica del tempo profondo, inoltre, permette di aggiungere un'angolatura nuova e interessante all'analisi dei fenomeni migratori moderni e contemporanei.

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