Martedì, 03 Ottobre 2017 09:20

Nobel per la medicina 2017: assegnato a tre ricercatori scopritori delle basi molecolari dei ritmi circadiani

Il prestigioso premio Nobel per la medicina e la fisiologia viene quest'anno assegnato a Jeffrey Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young, per il loro contribuito alla scoperta dei meccanismi molecolari dei ritmi circadiani, un processo complesso ed estremamente rilevante per la fisiologia umana e di tutti gli organismi viventi, dai cianobatteri in poi.
Alla loro tenacia infatti si deve la scoperta delle basi genetiche dei ritmi circadiani, un processo che fino ai loro studi aveva meccanismi totalmente sconosciuti.
Jeffrey C. Hall ha ricevuto il suo dottorato nel 1971 dall'Università di Washington. Si è iscritto alla facoltà di Brandeis University nel 1974 ed è ora professore emerito di biologia.
Michael Rosbash ha ricevuto il suo dottorato nel 1970 dal Massachusetts Institute of Technology (MIT). Dal 1974 è professore di Biologia presso l'Università Brandeis, vicino Boston.
Michael W. Young ha conseguito il dottorato all'Università del Texas ad Austin nel 1975. È professore di genetica presso la Rockefeller University di New York.
I tre ricercatori hanno contribuito alla scoperta e caratterizzazione dei geni period e timeless, portando di fatto alla dimostrazione dell'esistenza di un "clock" molecolare e del suo funzionamento, in quello che va a formare un ciclo di attivazione/inibizione trascrizionale in grado di decodificare in qualunque cellula di un organismo ed ai suoi processi "il tempo" o momento circadiano esterno al quale l'organismo è adattato.
Il ritmo circadiano, dal latino "circa diem" cioè ritmo di un giorno, è uno dei tanti orologi biologici presenti negli organismi viventi che si manifestano con processi, appunto, ciclici (come il ciclo cellulare, il ciclo ultradiano, i cicli ormonali, etc).
Nell'uomo il ritmo circadiano ha sotto il suo controllo importanti processi fisiologici come il sonno, il metabolismo, la temperatura corporea, il rilascio degli ormoni, il tono muscolare e la proliferazione sincrona dei tessuti epiteliali e delle cellule staminali ematopoietiche.
Attraverso i ritmi circadiani un organismo si "sincronizza" con il suo ambiente esterno, in particolare con la rotazione della terra intorno al suo spin ed alle sue "costrizioni", come l'alternanza del giorno e della notte e quindi l'alternanza di cicli di luce e cicli di attività e riposo, e quindi di alimentazione.
Pertanto, quelle che appaiono semplici "abitudini" sono in realtà il riflesso di un condizionamento del nostro "clock" endogeno, che entra in sincronia con il mondo esterno ed i suoi stimoli.
Questo orologio, come scoperto dai tre ricercatori, è geneticamente codificato, e pertanto suscettibile di una variabilità individuale, scritta nel DNA.
Non è quindi un caso che a tali studi sia stato riconosciuto il premio Nobel per la medicina, dato l'elevato impatto che tali scoperte hanno avuto ed avranno nella comprensione dei processi fisiopatologici dell'uomo che vanno dal semplice jet lag, noto a tutti i viaggiatori di voli trans-oceanici, ad alterazioni ormonali per i lavoratori notturni, fino ad arrivare a disfunzioni metaboliche e l' invecchiamento.
Questo Nobel è anche una celebrazione al ruolo della ricerca genetica e molecolare applicata alla comprensione di processi fisiologici degli organismi viventi.

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