Martedì, 06 Giugno 2017 09:08

Rapporto: I Vaccini - Accademia Nazionale dei Lincei

Da 100 anni a questa parte l'aspettativa di vita è notevolmente cambiata, passando da circa 40 a 80 anni per gli uomini e da 40 a 84 anni per le donne. Alla radice di questo notevole mutamento ci sono fattori diversi, dall'acqua potabile agli antibiotici, all'alimentazione. Tra questi, fondamentale è certo stato il contributo dei vaccini. Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) i vaccini salvano 5 vite nel mondo ogni minuto, 7.200 ogni giorno. E consentiranno, entro il 2020, di aver evitato oltre 25 milioni di morti nel decennio che stiamo vivendo (Rappuoli e Vozza, 2013; Mantovani, 2016).
Insieme alle misure di risanamento ambientale i vaccini sono il principale strumento di sanità pubblica per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive. Come evidenziato dall'analisi di dati epidemiologici raccolti in tutte le nazioni e da una serie enorme di pubblicazioni scientifiche, i vaccini sono un intervento medico a basso costo che risulta maggiormente efficace nel ridurre il carico di malattia e morte nel mondo. Grazie ai vaccini, oggi per ricordare che cosa sia un'epidemia di poliomielite o di difterite dobbiamo leggere Philip Roth, Mark Twain o Italo Svevo.
I vaccini sono uno strumento di prevenzione utile non solo per il singolo, ma per tutta la comunità, come verrà discusso in questo documento: l'immunizzazione di un alto numero di persone contro una determinata malattia impedisce al virus di trasmettersi, proteggendo i non vaccinati (immunità di comunità). Senza i vaccini tornerebbero a colpirci virus e batteri da tempo debellati (come appunto poliomielite e difterite), e non avremmo un efficace scudo contro malattie che, prima o poi, dovremo affrontare.
Il nostro rapporto con i microbi (virus, batteri, parassiti...) è, infatti, in costante evoluzione, e la cronaca ci ricorda di continuo quanto sia instabile il nostro equilibrio con l'ambiente microbico che ci circonda. Negli ultimi anni ci siamo trovati a fare i conti con minacce gravi, come il virus Ebola e Zika o la diffusione della Dengue a causa dei mutamenti climatici.
Purtroppo non è possibile prevedere a priori la minaccia che virus e batteri nuovi rappresentano o rappresenteranno per noi e per il nostro sistema immunitario. Allarmante da questo punto di vista è lo scenario costituito dall'aumento impressionante di batteri resistenti ad antibiotici. Di nuovo, i vaccini e le armi immunologiche in generale possono svolgere un ruolo centrale nell'affrontare minacce vecchie e nuove.
Fondamentali, dunque, sono sia l'impegno a livello mondiale sul fronte del controllo e della sorveglianza delle infezioni, sia la ricerca scientifica, in particolare lo studio dei meccanismi con cui i microbi creano malattia e lo studio del sistema immunitario. L'obiettivo è mettere a punto nuove armi contro i microbi, prime fra tutte i vaccini.
Nuove sfide si presentano all'orizzonte per i vaccini. Fra queste, lo sviluppo di vaccini mucosali, da assumere per bocca o inalandoli attraverso il naso, in grado di prevenire l'ingresso dei microbi attraverso quella che è la loro principale porta d'entrata: le mucose. Proprio qui si trovano cellule specializzate nel dare i segnali d'allarme che fanno partire la risposta immunitaria appropriata a livello delle mucose e la produzione di anticorpi IgA. Riuscire ad attivare questo specifico tipo d'immunità consentirebbe perciò di prevenire l'entrata dei microbi nel nostro corpo. Senza considerare che, nei Paesi più poveri, fare a meno dell'iniezione costituirebbe un grosso vantaggio per rendere la pratica della vaccinazione meglio trasferibile a tutti.
Indispensabile, inoltre, la sfida della messa a punto di vaccini che attivino risposte nei confronti di virus subdoli come l'HIV (l'Human Immunodeficiency Virus), che s'insedia all'interno del sistema immunitario stesso. Ancora, la sfida scientifica forse più importante è lo sviluppo di vaccini terapeutici e non più solo preventivi.
Ad esempio contro il cancro è necessario mettere a punti vaccini basati sull'identificazione e il riconoscimento, da parte del sistema immunitario, di strutture presenti sulla cellula tumorale, vaccini che siano capaci di scatenare o riattivare una risposta che ostacoli efficacemente la crescita neoplastica. Si tratta di una frontiera della ricerca perché, in generale e non solo contro il cancro, non siamo capaci di utilizzare i vaccini nella terapia delle malattie, una sfida e una speranza su cui si sta lavorando nel nostro Paese così come in tutto il mondo. La strada è ancora lunga ma le prospettive sono aperte.
Infine, ma non ultima, la condivisione è un'ulteriore sfida legata ai vaccini. Il fatto che queste armi così efficaci non siano utilizzate per chi ne ha più bisogno - nelle nazioni più povere del mondo dove ancora non tutti hanno accesso ai vaccini più elementari - costituisce una delle più grandi frustrazioni di chi studia e lavora nel settore dell'immunologia e della vaccinologia (Hotez et al, 2016).
Lo scopo di questo documento dell'Accademia Nazionale dei Lincei è di mettere a disposizione della comunità i pilastri sui quali si fondano lo sviluppo e l'epidemiologia dei vaccini, oltre che di condividere le sfide della ricerca, in immunologia e in vaccinologia.

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