Mangiare frutta e verdura per affamare il cancro

Prof. Federico Bussolino
Dipartimento di Oncologia- Università di Torino (SIB - Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare)

Le società civili si evolvono e funzionano bene grazie alle vie di comunicazione. La stessa cosa é successa nell'evoluzione delle forme viventi. Il passaggio da forme di vita semplici ai pesci, agli anfibi e poi ai mammiferi é legato alla capacità degli organismi di trasportare energia e nutrimenti. Le strade in cui si svolge tale traffico sono i vasi sanguigni. Durante lo sviluppo dell'embrione il sistema vascolare precede quello della maggior parte degli altri organi.
Fenomeno simile permette la crescita dei tumori. Fino a quando il tumore è costituito da alcune centinaia di migliaia di cellule, il tumore si nutre dai tessuti vicini per diffusione. Al di sopra di 1 mm di diametro, il tumore si crea una propria rete vascolare in comunicazione con quella del paziente. In tal modo cresce e forma le metastasi. I vasi dei tumori più sono caotici, più simili a sentieri di montagne che a strade. Questo è il motivo per cui la chemioterapia arriva meno efficacemente che nei tessuti sani e occorre aumentarne le dosi, con il rischio di aumentare gli effetti tossici.

L'idea di affamare il tumore inibendo le sue vie di comunicazione è nata negli anno 70 e si è concretizzata in questo decennio con la disponibilità di farmaci anti-angiogenetici. Purtroppo non funzionano come si poteva supporre. Anzi, in alcuni casi il digiuno del tumore può selezionare delle cellule che si dimostrano ancora più aggressive e maligne.
E' ben noto, addirittura dalla tradizione popolare, che una dieta ricca di ortaggi e frutta è anti-tumorale. Una serie di principi attivi di tali cibi sono anti-angiogenetici. La loro attività non è così violenta come i farmaci e pertanto evita la selezione di cellule aggressive. Infatti, più che distruggere i vasi tumorali li rendono meno caotici e più funzionali riducendo gradualmente l'apporto di energia, ossigeno e nutrienti. In tal modo il tumore si addormenta, permettendo il controllo della sua crescita senza che diventi più aggressivo. Inoltre i vasi meglio funzionanti con una architettura più regolare permettono minore quantità di farmaci chemioterapici per curare il tumore.

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