Food security: le nuove frontiere del miglioramento genetico vegetale

Prof. Roberto Tuberosa
Dipartimento di Scienze Agrarie, Università di Bologna (SIGA - Società Italiana di Genetica Agraria)

Per "Food Security", il tema al centro di EXPO 2015, si intende la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare dell'umanità nei prossimi decenni. Ma prima di guardare al futuro è opportuno uno sguardo al passato. Sin dagli albori della nostra civiltà, il progresso ed il benessere dell'umanità sono stati intimamente legati all'agricoltura ed all'incremento produttivo delle piante coltivate.

Nell'ultimo secolo tale incremento è stato particolarmente vistoso (fino a 5-8 volte a seconda della specie), grazie all'applicazione delle moderne pratiche agronomiche e di miglioramento genetico.
Questo spettacolare incremento produttivo ha in larga misura debellato le carestie, consentendo un altrettanto rapido incremento demografico ed un parallelo decremento della popolazione dedita all'agricoltura ancorchè della percentuale di reddito destinata all'alimentazione.

Tuttavia, a fronte di nuove esigenze alimentari – soprattutto in Asia ed Africa - e della crescente richiesta di biocarburanti, l'incremento attuale produttivo delle specie coltivate non è più sufficiente a coprire i fabbisogni di materia prima di origine vegetale.
La FAO stima che assicurare la Food Security dei 9 miliardi di persone previste sulla Terra nel 2050 richiederà il raddoppio dell'attuale produzione primaria agricola.
Questo obiettivo, tanto ambizioso quanto inderogabile, dovrà essere raggiunto nonostante una diminuita disponibilità di risorse naturali, soprattutto acqua, e gli effetti negativi sulla produzione agricola causati dai mutamenti climatici in atto.
Va inoltre sottolineato che l'Italia importa ca. il 50% della materia prima di origine vegetale richiesta dalle filiere agroalimentare ed agroindustriale nazionali.

In questo preoccupante contesto il miglioramento genetico svolgerà un ruolo di crescente importanza per assicurare la Food Security dell'umanità: si stima infatti che il 70% degli incrementi produttivi necessari per soddisfare il previsto aumento nella richiesta di alimenti deriverà dalla coltivazione di nuove varietà migliorate geneticamente.
Il raggiungimento di questo obiettivo richiederà un massiccio investimento nella ricerca sulle piante per mettere a punto metodiche di selezione innovative e più efficaci delle attuali.

Grazie agli spettacolari progressi della genomica e nel sequenziamento dei genomi, oggi è possibile identificare i singoli geni che regolano lo sviluppo delle piante, la loro resistenza alle avversità ambientali (es. siccità) e biotiche (es. parassiti fungini) e la produttività delle stesse, consentendone il miglioramento tramite tecniche molecolari (es. selezione assistita con marcatori: MAS) ovvero tramite l'ingegneria genetica.

L'integrazione delle tecniche molecolari con le metodiche tradizionali di miglioramento varietale, già una realtà in altri Paesi, consentirà anche al nostro Paese di incrementare adeguatamente la produttvità primaria, assicurando quindi una maggiore Food Security.

Va precisato che la coltivazione di nuove varietà migliorate non è in antitesi alla coltivazione delle varietà antiche, abbandonate in quanto scarsamente produttive e remunerative. Lo studio, la salvaguardia e la valorizzazione della diversità genetica sono favorite dall'utilizzazione delle nuove tecniche di indagine molecolare che offrono quindi rinnovate opportunità per valorizzare i prodotti Made in Italy.

Il persistere di un atteggiamento mediatico e politico spesso ostile all'innovazione in agricoltura e la cronica carenza di fondi destinati alla ricerca sulle piante, che già hanno inciso negativamente sulla competitività della filiera agroalimentare nazionale, rischiano di deteriorare ulteriormente la capacità di produzione agricola del Paese, rendendolo ancor più dipendente dalle importazioni ed incapace di sfruttare appieno l'innovazione varietale, elemento indispensabile per assicurare una adeguata Food Security nel rispetto del territorio, salute e, più in generale, della sostenibilità futura delle pratiche agricole.

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