GdL Scienza e Società

Articolo pubblicato sul sito Scienzainrete.it

La "dieta del gruppo sanguigno" è un regime alimentare piuttosto popolare che si basa su una presunta relazione tra il gruppo sanguigno del soggetto e le sue necessità, o preferenze nutrizionali.

Ma su quali basi scientifiche si fonda questa dieta? Si noti che non andremo a discutere i presunti effetti positivi di adottare un particolare regime alimentare in funzione del gruppo sanguigno che si ha. D'altro canto, queste pretese conseguenze positive sono già state smentite, come si può vedere, per esempio, da quanto riportato dalla Fondazione Veronesi.
È invece nostro intento analizzare se effettivamente siano scientificamente validi i presupposti della relazione tra gruppo sanguigno e dieta, che si vorrebbero essere fondati sulla genetica evoluzionistica.

Le pseudo basi scientifiche della dieta dei gruppi sanguigni
Vale la pena ricordare fin da subito che, per i sostenitori di tale dieta, da un originario gruppo sanguigno 0 sarebbero derivati i gruppi sanguigni A, B, e AB in seguito alla comparsa dell'agricoltura e della domesticazione degli animali e ai relativi cambiamenti delle abitudini alimentari. Se consideriamo che agricoltura e allevamento animale sono cominciati in varie parti del pianeta, in tempi e con modalità diverse, a partire da circa 13.000-10.000 anni fa (nel Mediterraneo orientale si trovano i siti più antichi di domesticazione delle piante), la genesi ed evoluzione del sistema AB0 sarebbe straordinariamente recente. Sfortunatamente, tale visione è drasticamente contraddetta dalle attuali conoscenze scientifiche riguardo proprio l'evoluzione dei gruppi sanguigni.

Il sistema AB0 umano è costituito da tre forme principali di uno stesso gene, ossia da tre alleli: quello A, quello B e quello 0 (le diverse forme di un gene sono chiamate alleli e la presenza di alleli diversi è detta polimorfismo). Il gene in questione produce un enzima che modifica la struttura di alcuni carboidrati complessi (cioè composti da diverse molecole di zuccheri semplici) presenti sulla superficie dei globuli rossi e di altre cellule, fra cui quelle che rivestono l'intestino. Nella forma A, l'enzima produce una modificazione dei carboidrati diversa che nella forma B, mentre nella forma 0 l'enzima prodotto dal gene è completamente inattivo. Poiché possediamo due copie di ogni cromosoma e dunque di ogni gene, ci saranno individui geneticamente AA (cosiddetti omozigoti, con un gene-allele di tipo A e un gene-allele di tipo A), BB (omozigoti), 00 (omozigoti recessivi), AB (eterozigoti con A e B cosiddetti codominanti), nonché A0 e B0 (eterozigoti dominanti). Tenendo conto della funzione degli enzimi espressi, avremo: i) individui AA e A0, in cui ci sarà l'espressione della sola forma A dell'enzima, che avranno dunque carboidrati di tipo A ma non B; ii) individui BB e B0, in cui ci sarà l'espressione della sola forma B dell'enzima, con carboidrati di tipo B; iii) individui AB, in cui ci sarà l'espressione di ambedue i tipi; iv) individui 00 che avranno carboidrati non modificati dall'enzima.

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