Roberto Sitia

Nato a Genova nel 1953, Roberto Sitia si laurea in Medicina e specializza in Ematologia all'Università della sua città natale. Dal 1978 al 1980 svolge attività di ricerca presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. Lavora poi all'Università di Genova, all'Istituto Tumori di Genova e quindi al Laboratory of Molecular Biology di Cambridge, UK.
Nel 1990 approda all'Ospedale San Raffaele di Milano, dove partecipa alla creazione del Dipartimento di Biologia e Tecnologia (DiBiT, 1992) in cui co-dirige il Dipartimento di Biologia Molecolare e Genomica Funzionale (1998-2003) e organizza uno dei primi programmi di Dottorato in Biomedicina del nostro paese e della scuola di Medicina nella nascente Università Vita Salute San Raffaele (1998), che presiede dal 2003 al 2007.
Professore Ordinario di Biologia Molecolare, ha diretto la Divisione di Genetica e Biologia Cellulare dell'Istituto Scientifico San Raffaele. Ha tenuto corsi nelle Università di Kyoto e Tokyo (Giappone), New South Wales (Sidney Australia) e all'Institute Curie di Parigi come Visiting Professor e conferenze in atenei, istituti di ricerca e convegni internazionali in tutti continenti.
Eletto membro dell'European Molecular Biology Organization nel 1992, ha fondato e co.diretto l'European Network of Immunology Institutes (ENII 1992-1997) l'European Life Sciences Organization (ELSO 1998-2007).
I suoi interessi si sono focalizzati sulla regolazione della produzione degli anticorpi, svelando alcuni meccanismi generali sul funzionamento della 'fabbrica delle proteine' e dello smistamento selettivo dei suoi prodotti. I suoi studi meccanicistici, guidati dalla curiosità, hanno trovato applicazione in biotecnologia e medicina. Oltre a fornire numerosi contributi scientifici, apparsi in decine di pubblicazioni citate migliaia di volte, si è sempre battuto per lo sviluppo e la diffusione della scienza, presiedendo l'EMBO Science and Society Committee e partecipando alla creazione di Bergamo Scienza. Da sempre, si adopera per favorire la ricerca italiana e creare condizioni che rallentino se non invertano la fuga dei cervelli.

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