Lunedì, 13 Gennaio 2014 00:00

In ricordo di Ferruccio Ritossa

E' morto Ferruccio Ritossa, uno dei maggiori biologi italiani dello scorso secolo. Appena laureato si mise da solo a studiare a Pavia l'effetto della temperatura e della inibizione dei processi respiratori su cellule di drosofila, il moscerino della frutta.
A seguito di tali trattamenti queste cellule mettevano in atto una strategia specifica di difesa, implicante l'attivazione di particolari geni. Allora l'osservazione passò quasi inosservata e fu pubblicata su Experientia, un giornale di secondaria importanza.

Ma oggi sappiamo che così si apriva il capitolo dello studio del cosiddetto stress cellulare. Questa disciplina e' oggetto tra l'altro dallo sforzo investigativo della International Society of Cell Stress, e che recentemente ha celebrato il cinquantenario dalla fondazione e ha tenuto in Italia due convegni celebrativi delle scoperte pionieristiche di Ferruccio. Si recò poi in America nel laboratorio di Sol Spiegelman dove mappò sui cromosomi i primi geni della storia, quelli che codificano l'RNA ribosomiale, costituente fondamentale dei ribosomi. Questi geni sono ripetuti in tutti gli organismi superiori; nella drosofila sono circa 300. Tornato in Italia, a Napoli all'Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica fondato da Adriano Buzzati Traverso. Qui mise su un suo gruppo che studiava i geni ribosomiali di drosofila e la regolazione del loro numero.

Quando questo diminuiva esistevano processi che ne ripristinavano la molteplicità in un processo che lui chiamò "magnificazione". Dopo alcuni anni si trasferì a Bari e poi a Bologna dove andò in pensione e si mise a scolpire, pietra e legno. Questa attività ha occupato i suoi ultimi anni e lui l'affronto' con il solito impegno ed entusiasmo. Lascia una moglie e tre figli e un gran numero di allievi sparsi in tutto il mondo. Personalità gioviale e generosa, Ferruccio non arretrava davanti a nulla e ha mostrato che cosa può il lavoro e l'ispirazione a un gran numero di giovani.

Edoardo Boncinelli

| Vedi anche il ricordo di Antonio Simeone e Roberto Defez sul sito del CNR |

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information