Premio Nobel per la chimica assegnato a Frances H. Arnold, George P. Smith e Sir Gregory P. Winter: il felice incontro tra la chimica e la biologia molecolare

  • 08 Nov 2018

Quest’anno il premio Nobel per la Chimica è stato assegnato a Frances H. Arnold (la quinta donna a vincere questo premio), e l'altra metà congiuntamente a George P. Smith e Sir Gregory P. Winter per aver saputo sfruttare il potere dell'evoluzione per sviluppare nuovi enzimi e proteine ora vastamente utilizzati nell'industria chimica e come farmaci. La Royal Swedish Academy ha dichiarato che quest'anno si è voluta premiare "una rivoluzione basata sull'evoluzione", messa in pratica “applicando i principi di Darwin nella provetta".

Arnold, del California Institute of Technology, ha svolto un lavoro pionieristico negli anni '90 sulla "evoluzione diretta" delle molecole enzimatiche, ideando un metodo per indurre mutazioni in geni batterici che codificano per enzimi e utilizzando poi la selezione per accellerarne e dirigerne l'evoluzione. Enzimi generati in questo modo sono ora utilizzati in numerose applicazioni, dalla produzione di biocarburanti alla sintesi di farmaci.

Nel 1985, Smith ha aperto la strada a un metodo noto come “phage display”, che ingegnerizza un batteriofago - un virus che infetta i batteri – per fargli esibire una proteina sul suo rivestimento esterno, consentendo di trovare altre molecole che interagiscono con la proteina e di evolvere le sue caratteristiche rapidamente in vitro.

Winter ha inventato un’applicazione di questa tecnica che permette di isolare ed evolvere anticorpi da utilizzare in medicina, applicati per esempio alla neutralizzazione di tossine o a contrastare le malattie autoimmuni. Il primo anticorpo umanizzato generato con questo approccio, chiamato adalimumab (Humira), è un anticorpo anti-TNFalfa generato dalla Cambridge Antibody Technology - una società che Winter ha co-fondato nel 1989 - ed è stato approvato per il trattamento dell'artrite reumatoide nel 2002. Viene anche usato per trattare la psoriasi e le malattie infiammatorie dell'intestino. Nel 2017 è stato il farmaco più venduto al mondo, generando un fatturato di $ 18,4 miliardi.

La professoressa Dame Carol Robinson, Presidente della Royal Society of Chemistry, ha affermato che "all'inizio sarebbe stato difficile prevedere il risultato di questa ricerca”, sottolineando “la necessità della ricerca di base".  Quindi, proprio come il premio Nobel 2018 in Medicina, anche questo premio sottolinea come sia cruciale che venga finanziata anche quella ricerca per la quale non sono previsti ricavi immediati, la cosiddetta ricerca di base.

Valeria Poli
Presidente SIBBM