CRISPR, l’editing del genoma e la linea germinale: quali limiti?

  • 25 Mar 2019

Il Ministero della Salute cinese ha pubblicato una bozza di linee guida volte a fornire regole alla ricerca biomedica. Nessun riferimento diretto, ma l’iniziativa - è il commento di un editoriale (1) pubblicato sulla rivista «Nature» - ha tutta l’aria di essere una misura seguita ai fatti di novembre, quando lo scienziato cinese He Jiankui riferì di aver modificato geneticamente gli embrioni di due gemelle, grazie alla tecnica CRISPR (Leggi i pareri di FISV).

He è stato poi licenziato dalla Southern University of Science and Technology di Shenzhen, a seguito di una indagine sul suo lavoro da parte delle autorità sanitarie provinciali.

Le nuove normative comprendono multe e richiami ai codici di legge e appaiono redatte per creare un deterrente nei confronti di ricerche eccessivamente avventurose.

Sul punto è intervenuto anche un comitato di ricercatori che, sullo stesso numero della prestigiosa rivista, ha firmato un appello affinché tutti i paesi del mondo sospendano la sperimentazione clinica su cellule germinali per un periodo di cinque anni.

Gli autori, in tutto diciotto esperti di caratura mondiale inclusi Emmanuelle Charpentier, una delle madrine di CRISPR, e Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica di Milano chiedono una moratoria internazionale dell’utilizzo clinico dell’editing genetico di embrioni, ovuli e spermatozoi umani, ovvero delle applicazioni che consentano l’eredità della modifica genetica introdotta.

La moratoria non coinvolge quindi gli studi su cellule somatiche, fondamentali anche per poter rafforzare le evidenze scientifiche a supporto della validità della tecnica CRISPR e delle sue applicazioni e l’editing di cellule germinali a scopo di ricerca.

Infatti, è chiaro che ulteriori esperimenti del genere, non autorizzati, non controllati e del tutto prematuri, potrebbero compromettere la ricerca scientifica trasparente, etica e che segue le regole, e che, ha portato e potrebbe a maggior ragione portare in futuro, a grandi successi nel campo della terapia genica di malattie gravi e spesso incurabili.

Questa ricerca deve continuare – sostengono i firmatari – ma l’efficacia e soprattutto la sicurezza di queste tecnologie non sono ancora sufficienti per un suo utilizzo sulla linea germinale umana, che peraltro non può prescindere da un approfondito confronto che stabilisca con chiarezza le circostanze in cui prendere in considerazione questi approcci. Servono, dunque, linee guida e accordi internazionali, per evitare un «far west» normativo in un campo dai risvolti etici, medici e scientifici estremamente complessi.

(1) https://www.nature.com/articles/d41586-019-00788-5?WT.ec_id=NATURE-20190314&utm_source=nature_etoc&utm_medium=email&utm_campaign=20190314&sap-outbound-id=6718C704477ADC2574DC245E884138121251BF83
(2) https://www.nature.com/articles/d41586-019-00726-5