Scomparsa Paolo Sassone-Corsi, Orlando (past-president SIBBM): dedizione, genialità e integrità dedicate alla scienza

  • 27 Jul 2020

La Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV), assieme alla Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare (SIBBM) rendono omaggio all’amico e collega Prof. Paolo Sassone-Corsi.

di Valerio Orlando - Fondatore e Direttore del KAUST Environmental Epigenetics Research Program Presidente SIBBM (2007-2012).

Così dovrebbe e deve iniziare un ricordo istituzionale. Tuttavia, già dalla seconda riga sale il desiderio di dire semplicemente: Paolo. Paolo è stato e sarà sempre Paolo. Pronunciare il suo nome significa la sintesi di dedizione, genialità e integrità e una vita dedicati interamente al servizio della scienza.

Laureatosi a Napoli e formatosi all’Istituto di Biofisica e Biologia Molecolare del CNR, nel 1979 parte per la Francia assieme alla futura neuroscienziata e sua compagna di una vita, Emiliana Borrelli, dove inizia la sua stellare carriera a Strasburgo presso l’Institute for Genetics and Cellular and Molecular Biology (IGBMC) lavorando come postdoc nel laboratorio di Pierre Chambon. Successivamente (1985) si sposta in California al Salk Institute di San Diego come Visiting Scientist nel laboratorio di Inder Verma.

Già in queste due fasi della sua carriera Paolo firma lavori fondamentali (ne avrà già all’attivo 45 dei 450 totali) nel campo della trascrizione, studiando i meccanismi di attivazione enhancer-dependenti.

Rientrato in Francia, nel 1990, Paolo inizia un lungo percorso scientifico sempre di frontiera, che ad un certo punto (2006) lo riporterà in California presso la Irvine University (UCI) dove fonda il primo Istituto di Epigenetica e Metabolismo, che lo condurrà dal campo della trascrizione, nel cancro, a quello della regolazione dei ritmi circadiani.

L’ultimo passaggio forse il più anticipatore per la ricerca epigenetica, dove combinando l’idea di regolazione dell’omeostasi dell’espressione genica con le variazioni dello stato metabolico delle cellule ha fornito la piattaforma concettuale per la comprensione dei meccanismi di come i programmi genetici si modificano permettendo l’adattamento con il variare dell’ambiente.

Negli ultimi lavori la proposta dell’esistenza di meccanismi di comunicazione tra organi attraverso segnali metabolici in grado di variare a distanza gli orologi biologici intrinseci ai singoli organi e pertanto del loro stato funzionale fino a quello patologico. Tali studi hanno portato ad importanti riflessioni sull’importanza della abitudini alimentari, toccando anche aspetti sociali e delle politiche di salute pubblica, temi a lui cari, più volte discussi in molteplici eventi anche di divulgazione scientifica.

Probabilmente è proprio in questo passaggio, ovvero la riflessione sulla natura armonica e plastica dei meccanismi che regolano l’espressione genica, visti in un’ottica di forza derivante più dalla capacità di dialogare e adattarsi, riconoscendo il molteplice, che non nell’aspetto di rigidità, che si ritrova anche la filosofia umana di Paolo.

Paolo ha dato contributi straordinari all’attività delle più importanti organizzazioni della ricerca mondiali, come l’NIH, la Max Planck Society, l’Istituto Curie, i Network of Excellence sull’Epigenetica della Comunità Europea, la Fondazione Ibsen, il KAUST e molte altre, incluso l’ambito industriale come la Fondazione Novartis.

Infine il suo contributo all’Italia, che lo ha visto da sempre fortemente impegnato a fornire i suoi prezioni consigli in particolare alla Fondazione Telethon, La Fondazione Harvard-Armenise, Le Università, e la sua assidua partecipazione a congressi nazionali delle Società scientifiche di settore.

Paolo lascia perciò un vuoto immenso. Un vuoto scientifico e umano nei tanti che lo hanno conosciuto, che hanno lavorato direttamente con lui o collaborato con il suo laboratorio.

Tuttavia un grande vuoto significa anche un grande spazio, uno spazio grazie a lui pieno di idee e valori sia umani che professionali la cui luce resterà per sempre fissata nel firmamento della scienza.

E nel dire firmamento si pensa agli astri, quegli oggetti lontani e luminosi che lui da giovane assieme ai suoi amati fratelli iniziò ad osservare dalla sua terra d’origine, il golfo di Napoli, quella terra ricca di umanità, forza e coraggio del pensiero indipendente che da sempre ha portato al mondo doni inestimabili.