Daniela Barilà

  • 20 Apr 2018

Daniela Barilà

Dott.ssa Daniela Barilà
Associazione Genetica Italiana
Daniela.barila@uniroma2.it

ORCID http://orcid.org/0000-0002-6192-1562

Note biografiche
1991 Laurea in Scienze Biologiche, 110/100 e lode, Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
1994 Specializzazione in Applicazioni Biotecnologiche, 70/70 e lode, Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
1995-1999 Ricercatore post-dottorato, European Molecular Biology Laboratory, Heidelberg , Germania
2000 Assegno di Ricerca, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Scienze Biochimiche, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".
2001-2007 Principal Investigator, Assistant Duìbecco Telethon Scientist, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Scienze Biochimiche, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".
2006-oggi Coordinatore Laboratorio Trasduzione del Segnale, Fondazione Santa Lucia-IRCCS, Roma.
2008-oggi Ricercatore in Genetica, SSD BIO/18, Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".
Oggi: ASN Professore di I e II fascia SSD BIO/18 Genetica, e II fascia SSD BIO/10 Biochimica, BIO/11 Biologia Molecolare, BIO/06 Anatomia Comparata e Citologia, BIO/13 Biologia Applicata.

2009-oggi Membro della Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare (SIBBM)
2007-oggi Membro dell'Associazione EMBL Alumni
2017-oggi Membro dell'Associazione Genetica Italiana (AGI)

Autore/Co-autore di 36 pubblicazioni, H-index 21, 1530 citazioni (Google Scholar).

Interessi Scientifici:
Trasduzione del segnale e analisi molecolare dei meccanismi di trasformazione tumorale.
Studio delle vie di segnalazione controllate da modifiche post-traduzionali; fosforilazione, mediata da proteine tirosina chinasi non recettoriali (ABL, SRC) e recettori tirosina chinasi (MET, ERBB2/HER2). Modulazione reciproca di tirosina chinasi e caspasi (Caspasi-8).
Ruolo della chinasi ATM in modelli di Atassia Telengiectasia e nella progressione tumorale; trasduzione del segnale mediata da fosforilazione e dal controllo della qualità e stabilità proteica ubiquitina-proteosoma-dipendente e/o chaperone-dipendente.