Rendere i bandi di ricerca italiani più trasparenti e appetibili, in linea con le migliori pratiche internazionali. È questo l’obiettivo delle nuove Linee guida per la gestione dei bandi pubblici di ricerca e la valutazione delle proposte di ricerca, presentate il 6 ottobre al Ministero dell’Università e della Ricerca.
La proposta di elaborare nuove regole che garantissero una valutazione equa e indipendente dei progetti di ricerca era stata avanzata dalla senatrice a vita Elena Cattaneo e raccolta dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha istituito il gruppo di lavoro incaricato di definirle. Il gruppo, presieduto dall’infettivologo Matteo Bassetti, è composto da Stefano Bertuzzi, Angela Liberatore, Carlo Mango, Francesca Pasinelli e Anna Pelagotti.
Le linee guida puntano ad avvicinare il sistema italiano ai modelli virtuosi di ERC, DFG, NIH e UKRI, attraverso dieci raccomandazioni che hanno lo scopo rendere la valutazione della ricerca più meritocratica e indipendente.
Tra queste, la presenza di una struttura professionale e permanente per la valutazione con funzionari a tempo pieno che gestiscono procedure e conflitti di interesse e di un Consiglio scientifico consultivo indipendente dal ministero. Non solo: il ricorso a revisori internazionali, procedure più rigorose per i conflitti di interesse e una maggiore attenzione alla qualità della ricerca rispetto agli indicatori puramente quantitativi o al track record del ricercatore.
Le linee guida sottolineano, inoltre, la necessità di garantire una programmazione stabile e prevedibile dei bandi e una maggiore trasparenza nei confronti dei ricercatori, prevedendo la restituzione di feedback dettagliati da parte di almeno tre revisori per ogni progetto presentato e valutato. Tali valutazioni dovrebbero fornire indicazioni utili a migliorare la qualità delle proposte e a rafforzarne la competitività, anche a livello internazionale.
Le linee guida rappresentano un passo verso un sistema di finanziamento della ricerca più rigoroso e nel merito. Il passaggio successivo sarà trasformare queste indicazioni in norme o leggi vincolanti.
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