Programma europeo per la ricerca, FISV appoggia l’appello per difendere l’autonomia della scienza

L’Europa sta ridisegnando il futuro della scienza e l’attuale dibattito deciderà come verranno finanziati i ricercatori nei prossimi anni. Oggi il principale strumento di finanziamento è Horizon Europe (attivo fino al 2027). Il suo successore si chiamerà FP10 (Decimo Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione) e coprirà il periodo 2028-2034.

Ad accendere il dibattito in seno alla comunità scientifica europea è l’intenzione della Commissione Europea di inserire i fondi di FP10 all’interno dell’European Competitiveness Fund (ECF – Fondo Europeo per la Competitività) con l’obiettivo di stimolare l’economia e l’industria.

All’indomani della prossima fase di negoziazione tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea, FISV appoggia le raccomandazioni espresse da due importanti realtà europee:

  • ISE (Initiative for Science in Europe): un’organizzazione che dà voce a ricercatori e società scientifiche di ogni disciplina a livello europeo.
  • EPSO (European Plant Science Organization): l’ente che rappresenta chi si occupa di ricerca e scienze delle piante in Europa.

L’obiettivo di queste raccomandazioni è semplice: far capire alla politica che per avere un’Europa davvero competitiva domani non si può sacrificare la libertà della ricerca scientifica oggi.

Il nodo cruciale: FP10 collegato a ECF ma non subordinato ad esso

Il punto centrale riguarda l’autonomia del Programma quadro, come già richiesto dal Parlamento Europeo: FP10 deve mantenere una propria identità e capacità di indirizzo, pur rimanendo collegato al futuro European Competitiveness Fund (ECF).

Questo punto è fondamentale perché, se una parte consistente della ricerca venisse definita in base alle logiche industriali e commerciali che guidano il fondo per la competitività (EFC), il criterio di selezione delle priorità rischierebbe di spostarsi solo verso progetti di ricerca che hanno un impatto immediato sulla competitività. Si rischierebbe, cioè, di lasciare indietro la ricerca curiosity driven, visto che i risultati potrebbero avere un valore enorme sul lungo periodo ma non essere immediatamente traducibili in un prodotto o in una tecnologia.

Occorre, invece, garantire a ricercatrici e ricercatori la possibilità di proporre temi e linee di ricerca a partire dalle proprie idee e competenze, senza che tutte le priorità siano definite preventivamente sulla base di obiettivi strategici.

Sempre per scongiurare il timore che i criteri commerciali del nuovo fondo possano ridurne il budget o snaturarne la missione originaria, che deve restare legata alla libertà di ricerca, ISE raccomanda di proteggere le eccellenze storiche: ERC (European Research Council) e MSCA (Marie Skłodowska-Curie Actions).

Un bilancio adeguato alle ambizioni europee

La proposta della Commissione europea prevede attualmente un budget di 175,3 miliardi di euro per FP10 nell’arco dei sette anni. Una crescita rispetto al passato (il budget stanziato per Horizon Europe era 93,5 miliardi), ma non ancora sufficiente. ISE chiede l’aumento del budget complessivo destinato a FP10 fino a 220 miliardi di euro, investimento necessario a sostenere la ricerca e l’innovazione europee.

Si chiede anche che i progetti a “duplice uso” (ovvero le tecnologie nate per scopi civili ma applicabili anche in ambito militare o di difesa) non assorbano più del 5-10% del budget totale di ciascuna area finanziata, per garantire che le risorse restino concentrate sul progresso sociale, medico e scientifico generale.

Verso i negoziati sul futuro della ricerca europea

In sostanza, la richiesta di mantenere FP10 autonomo dal Fondo europeo per la competitività non nasce dall’esigenza di separare ricerca e innovazione, ma dalla volontà di garantire che la ricerca mantenga una propria capacità di definire priorità e sostenere anche idee e conoscenze il cui potenziale applicativo non è ancora prevedibile.

Il processo decisionale è ancora aperto: il prossimo passo sarà il confronto tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea, nell’ambito del quale la proposta potrà essere modificata prima dell’approvazione definitiva del nuovo quadro finanziario.

Per approfondire: https://epsoweb.org/epso/ise-and-epso-ise-statement-to-the-ecs-proposal-on-the-next-multiannual-financial-framework-mff-2028-34-including-the-framework-programme-10-fp10-towards-trialogue/2026/09/18/